«La mia prima volta… è sostenibile»: il valore sociale del progetto per le ragazze al primo ciclo

Ci sono scelte amministrative che si esauriscono in un bilancio, e altre che lasciano un'impronta destinata a durare. Aderire a «La mia prima volta… è sostenibile» appartiene alla seconda categoria: dà a un'Amministrazione la possibilità di essere autrice di un vero cambiamento culturale. Ambiente, benessere, salute, educazione, allontanamento dall'usa e getta, consapevolezza del proprio corpo: raramente un solo progetto tocca insieme così tanti piani della vita di una comunità. 

Ma il gesto più profondo è un altro. Per secoli il ciclo mestruale è stato taciuto, relegato alla sfera privata, vissuto come qualcosa di cui non si parla. Quando un'istituzione pubblica sceglie di occuparsene apertamente, dice a ogni ragazza e a ogni donna una cosa semplice e potente: vi vediamo, questo ci riguarda, non siete sole. Non è assistenza: è un riconoscimento dovuto, l'attenzione che un bisogno reale merita. Ed è forse questa la vera rivoluzione non il prodotto in sé, ma il fatto che una comunità decida di prendersene cura ad alta voce.

Il primo ciclo mestruale è un momento delicato nella vita di ogni ragazza. Arriva presto, spesso intorno ai dodici anni, e il modo in cui viene accolto  con informazione e serenità, oppure con imbarazzo e silenzio  lascia un segno che dura nel tempo. Proprio per questo «La mia prima volta… è sostenibile», il progetto educativo GooD MooD® all'interno dell'iniziativa IO DONNA RI-USO  Ciclo Sostenibile, non è soltanto una misura ambientale: è un intervento sociale che può cambiare in meglio l'esperienza delle più giovani.

Sempre più Amministrazioni comunali lo stanno scoprendo. In questo articolo raccontiamo perché.

La povertà mestruale esiste anche in Italia

La prima indagine nazionale sul tema, realizzata nel 2024 da WeWorld con Ipsos, ha portato alla luce una realtà che riguarda molte più persone di quanto si immagini: quasi una donna su sei in Italia non può permettersi prodotti mestruali e si trova costretta a sostituirli con soluzioni di ripiego come la carta igienica. I dati ISTAT ricordano che circa 2,4 milioni di donne vivono in povertà assoluta: per molte famiglie, il costo mensile degli assorbenti è una spesa che pesa davvero.

Ma la povertà mestruale non è solo una questione economica. È anche mancanza di informazione, di spazi adeguati e di parole per parlarne. E le prime a farne le spese sono le ragazze.

Il primo ciclo: un passaggio troppo spesso lasciato solo

Sempre secondo l'indagine WeWorld-Ipsos, quattro donne su dieci dichiarano di non aver avuto informazioni adeguate all'arrivo del menarca, cioè del primo ciclo. Significa che quasi la metà delle ragazze affronta questo passaggio senza gli strumenti per capire cosa sta accadendo al proprio corpo, in un contesto in cui parlare di mestruazioni resta ancora un tabù.

Le conseguenze sono concrete. In media, in Italia si perdono 6,2 giorni di scuola all'anno a causa delle mestruazioni e del dolore che le accompagna. Quando a questo si aggiunge la difficoltà economica o l'imbarazzo, il rischio è che una ragazza salti la lezione e interiorizzi l'idea che il ciclo sia qualcosa da nascondere. È una disuguaglianza silenziosa, che parte molto presto.

Un progetto già scelto da tanti Comuni

«La mia prima volta… è sostenibile» non è una sperimentazione: è un'iniziativa già realizzata con successo in numerosi Comuni dell'Emilia-Romagna  tra cui Novellara, Montecchio Emilia, Gattatico, Rio Saliceto, Cesena, San Mauro Pascoli e Marzabotto, oltre alla collaborazione con l'AUSL di Bologna  con un tasso di adesione delle beneficiarie superiore al 90%.

Sono numeri che raccontano una cosa semplice: dove il progetto arriva, funziona ed è apprezzato. Ogni nuovo Comune che aderisce non compie un salto nel buio, ma si unisce a un percorso già collaudato, con risultati concreti e documentabili.

Un riconoscimento istituzionale: il ruolo delle aziende sanitarie

Il valore dei dispositivi mestruali riutilizzabili è oggi riconosciuto anche dalle istituzioni sanitarie pubbliche. L'AUSL della Romagna ha avviato a Cesena il progetto di sensibilizzazione «Ciclo Sostenibile», rivolto a ragazze e donne del territorio, promuovendo l'educazione mestruale e le alternative sostenibili ai prodotti monouso. Che un'azienda sanitaria pubblica sostenga attivamente questo approccio è un segnale importante: il benessere femminile e la sostenibilità ambientale vanno nella stessa direzione.

Cosa cambia con il progetto

Il progetto mette a disposizione kit di prodotti mestruali lavabili e riutilizzabili, accompagnati da un percorso di informazione. Rivolgersi anche e soprattutto alle ragazze al primo ciclo produce benefici sociali su più livelli.

1. Dignità e pari opportunità

Fornire i prodotti attraverso un'iniziativa pubblica significa togliere di mezzo la barriera economica: nessuna ragazza deve rinunciare a partecipare alla vita scolastica e sociale perché la sua famiglia non può permettersi gli assorbenti. È un modo concreto di garantire il diritto allo studio e alla salute, indipendentemente dal reddito.

2. Educazione mestruale e rottura del tabù

Distribuire i kit dentro un percorso informativo, in dialogo con scuole, famiglie e consultori, trasforma un gesto pratico in un'occasione educativa. Se ne parla apertamente, con parole corrette e senza vergogna. Le ragazze imparano a conoscere il proprio corpo e a vivere il ciclo come una cosa naturale. Rompere il silenzio, alla prima esperienza, vale per tutta la vita.

3. Educazione ambientale che parte dal primo ciclo

Le stime europee indicano che nel corso della vita una persona può utilizzare tra 10.000 e 15.000 prodotti mestruali monouso, con un impatto rilevante in termini di rifiuti non riciclabili. Introdurre i prodotti riutilizzabili proprio all'inizio del percorso mestruale significa formare fin da subito un'abitudine sostenibile, destinata a durare. Le ragazze di oggi diventano le cittadine consapevoli di domani: è educazione ambientale nella sua forma più efficace, quella che nasce da un'esperienza personale e quotidiana.

4. Salute, sicurezza e consapevolezza del corpo

Il tema della sicurezza dei prodotti monouso è di grande attualità: in Europa manca ancora una normativa specifica sulla composizione chimica dei prodotti mestruali, come ha evidenziato anche la stampa nazionale. Offrire alle ragazze prodotti riutilizzabili e certificati è quindi anche una scelta di tutela. I dispositivi del progetto sono realizzati con tessuti certificati OEKO-TEX® Standard 100 e senza PFAS, con azione antibatterica del tessuto testata secondo la norma ISO 20743. Accompagnare le ragazze verso prodotti sicuri, spiegandone il perché, costruisce una relazione informata e serena con il proprio corpo.

5. Una comunità che si prende cura

Quando è il Comune a promuovere l'iniziativa, coinvolgendo scuole e famiglie, il messaggio che arriva alle ragazze è chiaro: non siete sole, la comunità c'è. È un investimento sul benessere collettivo che rafforza il legame tra istituzioni e cittadini.

I kit distribuiti

Il progetto prevede la distribuzione di kit personalizzabili con dispositivi mestruali riutilizzabili GooD MooD®, pensati per garantire una copertura significativa del fabbisogno mestruale nel triennio grazie alla loro durabilità:

  • Slip mestruali Natural Cycle
  • Assorbenti riutilizzabili Sanity Free, con tessuto ad azione antibatterica testata ISO 20743
  • Slip mestruali Sanity Cycle, con tessuto ad azione antibatterica testata ISO 20743

Una novità: la comodità del monouso, in più i vantaggi del riutilizzabile

Alla linea Sanity si è aggiunto un nuovo assorbente pensato per rendere il passaggio ancora più semplice, soprattutto per chi è alle prime esperienze. Ha misure, spessore e capacità di assorbimento paragonabili a quelli dei comuni assorbenti usa e getta di marca: un formato familiare, che non spiazza. In più, però, offre due vantaggi che il monouso non ha:

  • un tessuto ad azione antibatterica certificata, testata secondo la norma ISO 20743, che agisce sulla proliferazione batterica sul tessuto;
  • uno speciale tessuto isotropico che ridistribuisce il liquido su tutta la superficie, senza concentrarlo in un unico punto centrale: questo aiuta a ridurre la sensazione di bagnato e a mantenere più a lungo una sensazione di asciutto.

Proprio perché ha le stesse dimensioni di un usa e getta, il nuovo assorbente Sanity si porta con sé con la massima discrezione: sta in borsa o nello zaino e si può cambiare ovunque, anche a scuola. Insieme, slip mestruali e assorbenti riutilizzabili coprono l'intero fabbisogno per affrontare il ciclo in ogni situazione gli slip per la protezione quotidiana e continua, gli assorbenti per il cambio pratico e discreto fuori casa.

Per una ragazza al primo ciclo, ritrovare la comodità e la discrezione a cui è abituata  con in più sicurezza e sostenibilità  rende la scelta del riutilizzabile naturale e senza rinunce.

Perché ha senso partire dalle ragazze al primo ciclo

Intervenire nel momento del menarca è la scelta più efficace proprio perché è un momento fondativo. Le abitudini e le convinzioni che si formano alla prima esperienza tendono a restare: chi impara fin da subito a gestire il ciclo con prodotti sostenibili, informazione corretta e senza vergogna porterà con sé questo bagaglio per decenni. Agire presto significa prevenire, non rincorrere.

Semplicità operativa per il Comune

Il progetto è concepito per essere facilmente applicabile dagli Enti locali: non richiede personale dedicato né attività organizzative complesse, i dispositivi sono intuitivi e immediatamente utilizzabili, e l'iniziativa può essere accompagnata da momenti informativi con scuole, consultori e servizi territoriali. In un solo progetto si uniscono tre obiettivi che raramente si incontrano: riduzione dei rifiuti, lotta alla povertà mestruale ed educazione delle nuove generazioni.

Prendersi cura delle ragazze al loro primo ciclo è prendersi cura del futuro della comunità. Ogni Amministrazione che sceglie di aderire lancia un messaggio semplice e potente: qui nessuna ragazza viene lasciata sola.

Vuoi portare il progetto nel tuo Comune?

Per informazioni sul progetto «La mia prima volta… è sostenibile» e «IO DONNA RI-USO®»: +39 0547 382296 www.goodmooditalia.it


Fonti

  • WeWorld – Ipsos, prima indagine nazionale sulla povertà mestruale in Italia, 2024.
  • ISTAT, dati sulla povertà assoluta in Italia.
  • AUSL della Romagna, progetto di sensibilizzazione «Ciclo Sostenibile», Cesena.
Torna al blog

Lascia un commento