Sempre più Comuni scelgono il ciclo mestruale sostenibile. E le donne stanno cambiando il futuro.

In Emilia-Romagna è iniziato un cambiamento concreto.

Una rete di Comuni che sta facendo scuola

Sempre più Comuni stanno scegliendo di sostenere le proprie cittadine distribuendo gratuitamente dispositivi mestruali riutilizzabili, trasformando un gesto semplice in un investimento per l'ambiente, la salute e la qualità della vita.

Non è soltanto una scelta ecologica: è un nuovo modo di prendersi cura delle persone e di riconoscere il ciclo mestruale come un tema che riguarda tutta la comunità.

Per le donne significa poter provare gratuitamente una soluzione innovativa, sicura e confortevole. Per le amministrazioni significa promuovere un progetto capace di unire sostenibilità ambientale, inclusione sociale ed educazione.

Quello che fino a pochi anni fa sembrava un progetto sperimentale oggi è diventato una realtà in continua espansione.

In Emilia-Romagna sono numerose le amministrazioni che hanno scelto di investire nella riduzione dei rifiuti igienici e nel benessere femminile attraverso la distribuzione gratuita di dispositivi mestruali riutilizzabili e percorsi di educazione alla salute.

Tra queste figurano Cesena, San Mauro Pascoli, Budrio, Marzabotto, Gattatico, Novellara, Rio Saliceto, Coriano, Campagnola Emilia, Montecchio Emilia, Bentivoglio, Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Monterenzio, Felino, San Giorgio di Piano, San Lazzaro di Savena, oltre all'Unione dei Comuni Valle del Savio e Rubicone e Mare e ad altri enti che hanno aderito ai progetti promossi da VIVID S.r.l. e GooD MooD Italia.

Ogni territorio ha scelto di adattare l'iniziativa alle esigenze della propria comunità: c'è chi ha privilegiato la distribuzione dei kit alle cittadine, chi ha coinvolto le scuole secondarie con percorsi educativi dedicati alla salute mestruale, chi ha integrato il progetto nelle politiche ambientali per la riduzione dei rifiuti.

Dalle esperienze locali nasce un modello regionale

A Cesena e nei Comuni dell'Unione Valle del Savio e Rubicone e Mare è stato avviato il progetto "Ciclo Sostenibile", che ha previsto la distribuzione di 760 kit gratuiti composti da una coppetta mestruale e due slip mestruali assorbenti, disponibili attraverso Consultori AUSL, Centri per le Famiglie e Centri Donna.

A San Mauro Pascoli il progetto "Io Donna Ri-Uso" è stato presentato come uno strumento concreto per contrastare la povertà mestruale e ridurre i rifiuti, offrendo gratuitamente dispositivi mestruali riutilizzabili alle residenti.

A Budrio, la collaborazione tra Comune e Azienda USL di Bologna ha portato il tema della sostenibilità e del benessere femminile direttamente nelle scuole, con incontri rivolti alle studentesse per promuovere una maggiore consapevolezza sul ciclo mestruale e sulle alternative riutilizzabili.

A Marzabotto, il progetto è stato inserito nelle politiche comunali dedicate all'economia circolare e alla prevenzione dei rifiuti, dimostrando come sostenibilità ambientale e salute possano procedere insieme.

A Gattatico, il progetto "Onde Rosa" ha unito ambiente, inclusione sociale e salute femminile in un'unica iniziativa comunale dedicata alla riduzione dei rifiuti e alla promozione del riutilizzo.

A Novellara, oltre agli slip mestruali riutilizzabili, il Comune ha esteso il progetto anche ai kit di pannolini lavabili per neonati, accompagnando le famiglie in un percorso di sostenibilità che inizia dalla nascita e prosegue lungo tutto il ciclo della vita.

Anche Rio Saliceto e Coriano hanno scelto di investire nella distribuzione gratuita dei kit alle cittadine, confermando come il tema della salute mestruale stia diventando parte integrante delle politiche ambientali e sociali dei Comuni.

Un cambiamento sostenuto anche dalla sanità pubblica

Il percorso non coinvolge soltanto i Comuni. Anche l'Azienda USL di Bologna ha introdotto i pannolini lavabili nei reparti di ostetricia dell'Ospedale Maggiore e dell'Ospedale di Bentivoglio, nell'ambito delle proprie azioni per la sostenibilità ambientale e la riduzione dei rifiuti sanitari. È un segnale importante: la cultura del riutilizzo entra progressivamente anche nelle strutture sanitarie pubbliche.

Un solo progetto, tanti benefici

Le iniziative dedicate ai dispositivi mestruali riutilizzabili coinvolgono contemporaneamente più ambiti dell'azione amministrativa.

Ambiente

Ogni kit distribuito consente di evitare, nell'arco di tre anni, circa 13,3 kg di rifiuti, equivalenti a circa 975 assorbenti monouso, considerando anche il fine vita del kit riutilizzabile (fonte: elaborazioni su dati Altroconsumo 2024).

Pari opportunità

Offrire gratuitamente un kit significa dare a ogni donna la possibilità di scegliere prodotti riutilizzabili indipendentemente dalla propria disponibilità economica, contribuendo a contrastare la povertà mestruale.

Scuola

Quando l'educazione alla sostenibilità incontra l'educazione alla salute nasce un cambiamento destinato a durare. Accompagnare le ragazze fin dalla prima mestruazione significa costruire abitudini più consapevoli per tutta la vita.

Salute e benessere

Informazione, consapevolezza del proprio corpo e prodotti sicuri rappresentano un importante investimento nella salute femminile.

Due modalità di intervento

Ogni Comune può sviluppare il progetto secondo le esigenze del proprio territorio.

  • Per la popolazione femminile: distribuzione gratuita dei kit alle cittadine secondo i criteri stabiliti dall'Amministrazione.
  • Per le scuole secondarie: percorsi educativi dedicati alla salute mestruale e alla sostenibilità ambientale, accompagnati dalla distribuzione dei kit alle studentesse.

Le due iniziative possono essere attivate singolarmente oppure integrate in un unico progetto.

Quando la qualità è dimostrata dai test

La fiducia nasce dalla trasparenza. Per questo i dispositivi distribuiti nei progetti comunali sono supportati da prove di laboratorio e da certificazioni indipendenti.

  • Assorbenza misurata in millilitri secondo UNI EN ISO 9073-6:2025, con valori fino a 37,9 ml per Natural Day e 97,8 ml per Natural Night.
  • Test di dermocompatibilità e non irritazione secondo UNI EN ISO 10993-10.
  • Conformità REACH e assenza di PFAS, metalli pesanti, formaldeide e altre sostanze indesiderate.
  • Tessuti certificati OEKO-TEX Standard 100 Classe I (la classe più rigorosa, prevista anche per gli articoli destinati alla prima infanzia).
  • Struttura progettata per mantenere le prestazioni fino a 50 lavaggi.

Gli assorbenti e i salvaslip riutilizzabili della linea Sanity sono inoltre oggetto di domanda di brevetto depositata presso l'UIBM per la particolare struttura multistrato ad elevata efficienza assorbente.

Un investimento che lascia il segno

Ogni kit distribuito rappresenta molto più di un semplice prodotto. Significa ridurre i rifiuti, sostenere le donne, promuovere una cultura della prevenzione e della sostenibilità, coinvolgere le scuole e costruire comunità più attente al benessere delle nuove generazioni.

Ogni ragazza che scopre il riutilizzabile durante il proprio percorso scolastico acquisisce una nuova consapevolezza. Ogni donna che lo prova può scegliere liberamente se continuare un percorso più sostenibile. Ed è proprio da queste scelte quotidiane che nasce il cambiamento.

Se sei una cittadina, informati presso il tuo Comune per sapere se è attiva un'iniziativa dedicata ai dispositivi mestruali riutilizzabili.

Se rappresenti un'Amministrazione, questo è il momento giusto per conoscere un progetto già adottato da numerosi Comuni dell'Emilia-Romagna e contribuire a costruire un futuro più sostenibile, inclusivo e attento al benessere femminile.

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